Ocean Rage

un progetto di Tandem Reportages
con fotografie di Matilde Gattoni e testi di Matteo Fagotto

Realizzato lungo le coste di Ghana, Togo e Benin, “Ocean Rage” mostra le devastanti conseguenze ambientali e sociali che il cambiamento climatico sta avendo sulle comunità costiere dell’Africa occidentale.

L’erosione incontrollata, causata dal riscaldamento globale e dall’innalzamento del livello del mare, sta cancellando fino a 36 metri di costa l’anno lungo più di 7.000 chilometri di litorale, dalla Mauritania al Camerun, con pesanti effetti sulla vita di decine di milioni di persone. Mentre i governi locali provano a mettere in salvo città e complessi industriali, migliaia di villaggi vengono abbandonati a se stessi, spingendo verso l’estinzione culture e stili di vita millenari.

Un tempo punteggiata da prosperi centri di pescatori, la costa di Ghana e Togo è oggi un’infinita sequenza di città fantasma e di edifici cadenti, inghiottiti dal mare in poco più di vent’anni. Spazzando via abitazioni, luoghi di culto e piantagioni, il cambiamento climatico sta distruggendo anche i mezzi di sussistenza, l’identità e il tessuto sociale di intere comunità, mettendo in serio pericolo il futuro di tutto il continente. Lungi dall’essere un caso isolato, i problemi che affliggono l’Africa occidentale sono l’anteprima di quello che l’umanità intera dovrà affrontare se non troveremo presto un equilibrio tra progresso e tutela ambientale.

In un mondo dove il benessere è sempre più sinonimo di urbanizzazione e consumismo, natura e comunità tradizionali vengono sistematicamente sacrificate sull’altare della modernità. Risolvere questo paradosso richiede una revisione completa delle nostre priorità. I paesaggi lunari di “Ocean Rage” non sono perduti per sempre, ma sono il risultato di scelte che possiamo cambiare.

Matteo Fagotto

Matilde Gattoni nel 2016 ha ritratto i protagonisti di questo cambiamento epocale attraverso una dettagliata documentazione fotografica e video.
Matteo Fagotto ha ripreso voci e testimonianze di chi vive quotidianamente l’avanzare dell’oceano come un destino inevitabile.
Le fotografie in mostra sono corredate da dettagliati apparati iconografici e arricchite da materiali audio/video. Le immagini scattate da Matilde Gattoni dialogano costantemente con gli scritti di Matteo Fagotto che guidano i fruitori attraverso l’analisi di un’emergenza troppo spesso ignorata dai media.

SCHEDA TECNICA

Il numero di fotografie e il loro formato sono variabili e si possono adattare a necessità  e esigenze curatoriali specifiche oltre che per valorizzare al meglio la struttura della sede espositiva.

Numero Opere: 26 fotografiea colori

Formato Fotografie: da 50×70 cm a 70×70 cm

Tipo di stampe: Stampe digitali, montate su Dbond

Materiale integrativo: video Ocean Rage • 8′ 11”


 

 Matilde Gattoni (1974) è una fotografa italo-francese, si è laureata in Storia e Storia dell’Arte all’Università di Strasburgo. Vive a Milano e lavora in tutto il mondo concentrandosi su tematiche sociali, ambientali e questioni legate ai diritti umani. Inizia a lavorare nel 2000, documentando l’inizio della Seconda Intifada in Palestina. Ha lavorato a lungo in Europa, in Medio Oriente, in Asia Meridionale e Centrale e in Africa. Si è occupata di argomenti quali la siccità, l’emergenza dei rifugiati, le miniere illegali, le migrazioni di massa, l’espropriazione forzata di terreni su larga scala e il cambiamento climatico per numerosi magazine e testate internazionali. Le sue fotografie sono pubblicate con regolarità, tra gli altri, su Time, Time Lightbox, The Financial Times, Der Spiegel, The Observer, Die Zeit, NEON, Geo, The Guardian, Vanity Fair, ELLE, Wired e GQ. Ha vinto diversi riconoscimenti tra cui IPA, Px3, Lens Culture Award, Invisible Photographer of Asia, International Color Award e il San Francisco International Award. Nel 2014, insieme al giornalista Matteo Fagotto, ha fondato l’agenzia Tandem Reportages con l’intento di produrre reportage approfonditi su questioni contemporanee come lo sfruttamento delle risorse naturali e e il rapporto tra l’uomo e l’ambiente. Le immagini di Matilde Gattoni sono state esposte al Parlamento Europeo a Bruxelles, The Backlight Festival a Tampere, The Annenberg Space for Photography a Los Angeles, La Feltrinelli a Milano e Roma, Gallery Photographica a San Francisco, Fondazione Pirelli a Milano, 305 Sauraran a Toronto, Al Serkal a Dubai, Berlin Biennal of Fine Art Photography nel 2016, Palazzo Madama a Torino, Noorderlicht Gallery nei Paesi Bassi, Photoville 2015 a New York, LOOK3 Festival 2016, Centre Culturel Français a Milano. E’ autrice del volume Uzbekistan, 10 years after independence che ritrae la cornice sociale del ex paese sovietico dopo l’indipendenza dall’URSS.

Matteo Fagotto (1978) è un giornalista specializzato in reportage di guerra, tematiche umanitarie e sociali in Africa, Asia e in Medio Oriente. Laureato in Storia all’Università La Sapienza di Roma, i suoi articoli sono apparsi su numerose testate internazionali, tra cui Time, Lightbox, The Guardian, The Independent, The Observer, Macleans, Die Zeit, Die Welt, Weekendavisen, Neue Zurcher Zeitung, L’Espresso e Marie Claire France.
E’ stato Africa Desk Editor per l’agenzia Peace Reporters a Milano e, dal 2009, lavora come freelance. Ha vissuto in Sud Africa e in Libano. Ha scritto reportage da nazioni come Iraq, Yemen, Egitto e Rwanda, ha seguito la Primavera Araba, la Guerra Civile in Sudan, gli scontri religiosi e l’emergenza dell’avvelenamento da piombo nel Nord della Nigeria. Nel 2009, il suo documentario sulla guerra in Somalia è stato trasmesso da Channel 4. Nel 2011 ha vinto il primo premio al Novinarska Cena per una serie di servizi sui ribelli durante la Guerra in Libia.